Questo libro è bellissimo… lo lessi qualche tempo fa, tutto d’un fiato e lo rileggo sempre volentieri… è quasi una mia seconda “Bibbia”, scusate il paragone. Lo scrittore è Alberto Cavanna.

Chi è Alberto Cavanna? Un Davide che nella finale del premio Bancarella lo scorso luglio per poco non metteva ko il Golia Bruno Vespa, perdendo per soli 13 voti. Cavanna è uno scrittore metalmeccanico, impiegato della Fincantieri di Trigoso. Spezzino di adozione gran conoscitore di navi e di mare, ha ricostruito con umorismo e fedeltà storica la biografia del pirata di Portovenere Giovan Battista Caviciòli, detto Bacicio Do Tin, che con il suo sciabecco a vela “Lanpo” attraversò l’alto Tirreno nell’Ottocento, seminando terrore, fino a quando non venne preso e impiccato.
Le cronache raccontano che il pubblico del Bancarella tifasse per lei. “C’è stato un momento di tensione, eravamo testa a testa, poi sono passato in vantaggio e c’è stata un’ovazione della platea, ma il sogno è durato poco”.

Il suo pirata piace anche se è un perdente. “All’ennesima potenza. Un marinaio per nascita, un corsaro per necessità, pirata per disperazione. Non è mai libero di scegliere”. Da corsaro attacca le navi inglesi per conto di Napoleone, da pirata lavora in proprio. “Sì, il corsaro è autorizzato da uno Stato a depredare navi che battono altre bandiere, da pirata cambia la forma e l’oggetto dell’azione. Bacicio cerca di resistere al fiume degli eventi ma non ce la fa e viene travolto”.

Care amiche ve lo consiglio… 

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