faro nella tempesta

Non immaginavo di poter essere ancora qui dopo tanti secoli… indomito e fiero a sfiorare il cielo e a contare le stelle. Quanto tempo è passato e quante lune ho visto nascere e morire.
Rammento con nostalgia i grandi velieri cercarmi speranzosi nella buia notte e le tempeste furiose arrabbiarsi e schiaffeggiarmi senza pietà. Il vento si beffa ancor oggi sfidando la mia forza e la mia solidità immortale.
Le spume e i marosi hanno consumato la mia patina lucente e corroso i vivi colori, ma la luce continua il suo incessante pulsare…
Ne ho viste tante di avventure da quassù: navi alla deriva, relitti sbattuti sugli scogli, casse e legni allupati dalle onde… alcuni tesori e pirati alla loro ricerca.
Non riesco a dimenticare un lungo bacio dato da un capitano di mare alla sua amata; e non dimentico neppure le tante lacrime copiose su volti sofferenti e il pallore spettrale della morte. Quante sciagure… quanto dolore… Il mare sa essere dolce negli abbracci, ma anche spietato nella sua impetuosa ira.
Nei tempi andati ero sempre in buona compagnia. Il mio interno era lustro, profumato, ben oliato e rigorosamente in perfetto funzionamento. Ora, son passati anni e mi ritrovo solo, in una solitudine agghiacciante. Ho profonde rughe che segnano e solcano il mio ruvido bianco latteo; il mare continua imperterrito ad infierire su di me senza ottener vittoria. Sinceramente sono stanco ma quando vedo in lontananza una nave che segue il fascio della mia luce e non perde la rotta… quando sento di aver aiutato a ritrovare la giusta via… quando so per certo di aver salvato un anima… allora, sì, solo allora ritrovo la mia fierezza, la mia forza e mi sento di nuovo immortale.

Stefania